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La dottoressa Jeanette Rowley analizza come l’introduzione delle nuove norme alimentari scolastiche del Galles potrebbe influenzare la disponibilità di opzioni a base vegetale per gli studenti
I nuovi Regolamenti gallesi sul Mangiare Sano a Scuola per le scuole primarie mantenute entreranno in vigore il 31 ottobre 2026. Rafforzano gli standard sull’alimentazione sana nelle scuole, includono alternative vegetali al latte vaccino e promuovono alimenti vegetali come fagioli e legumi, ma non impongono un pranzo vegano quotidiano obbligatorio.
I punti positivi per la fornitura di pranzi vegani “di stile di vita” ed etici
- Le alternative vegetali al latte vaccino sono incluse: i Regolamenti consentono bevande vegetali semplici, non zuccherate e arricchite con calcio nel quadro delle bevande consentite.
- È richiesta un’alternativa proteica a base di legumi una volta alla settimana: almeno una volta alla settimana, le scuole devono fornire un’opzione di pranzo senza carne né pesce in cui fagioli e/o legumi siano la principale fonte di proteine. Questa deve essere offerta come alternativa al pranzo a base di carne o pesce lo stesso giorno.
- Le alternative a base di carne vegetale possono essere utilizzate nella progettazione dei pasti: sono consentite a pranzo le “alternative processate” a carne e pesce (alimenti alternativi alla carne come burger e salsicce), ma sono limitate a non più di due giorni alla settimana.
- Il trito/pezzi/chunks a base di soia, proteine di pisello e micoproteine non sono classificati come “alternative processate a carne e pesce” e quindi non rientrano nella regola dei due giorni settimanali sopra citata. Ciò offre opportunità aggiuntive per progettare pasti vegani.
- La Valutazione d’Impatto Integrata riconosce le diete vegane “di stile di vita” nella categoria delle “diete speciali” e afferma che le future linee guida previste per il 2026 supporteranno una fornitura inclusiva. Ribadirà inoltre che il mancato adeguamento delle opzioni dietetiche appropriate potrebbe configurare discriminazione quando coinvolge caratteristiche protette. Il punto positivo qui è che il veganismo etico è riconosciuto come una convinzione filosofica protetta nella categoria “religione o credo” e le famiglie vegane potranno far valere il divieto di discriminazione previsto dall’Equality Act 2010.
Cosa i Regolamenti ancora non prevedono
I Regolamenti non impongono un’opzione di pranzo completamente vegana (100% a base vegetale) ogni giorno. L’alternativa settimanale a base di legumi non è, di per sé, richiesta come vegana e potrebbe quindi contenere uova, latte o altri ingredienti di origine animale. Nonostante ciò, con una progettazione appropriata del menù dovrebbe essere fattibile soddisfare gli studenti vegani nell’ambito dei Regolamenti.
Come potrebbe funzionare nella pratica la fornitura giornaliera vegana (un modello praticabile)
Anche senza un mandato giornaliero per i pasti vegani, i fornitori di pasti possono soddisfare gli alunni vegani secondo i Regolamenti nell’arco di una settimana di cinque giorni mediante una progettazione del menù, per esempio:
- 1 giorno: l’opzione settimanale richiesta in cui fagioli/legumi sono la principale fonte di proteine.
- Fino a 2 giorni: un’opzione in stile burger/salsiccia a base vegetale (entro il limite dei due giorni per le “alternative processate”).
- Altri giorni: pasti a base vegetale costruiti attorno a proteine non animali non trattate come “alternative processate” secondo le definizioni dei Regolamenti (ad esempio triti/pezzi/chunks che sono esclusi da quella categoria).
Questo esempio è a scopo illustrativo. Sarà inoltre importante che l’idoneità per i vegani sia specificata negli ingredienti e nelle preparazioni, e che i pasti rispettino gli standard nutrizionali per l’alimentazione scolastica.
Le linee guida “inclusive e rafforzate” del 2026 saranno fondamentali per i vegani
La Valutazione d’Impatto Integrata del Governo gallese riconosce le esigenze dietetiche degli studenti vegani e afferma che i rischi saranno mitigati attraverso linee guida “inclusive e rafforzate” da pubblicare nel 2026, supportate da consultazioni con le parti interessate e da attività di monitoraggio. Indica inoltre che le linee guida:
- Includeranno una sezione dedicata alla gestione delle diete speciali. Le diete speciali comprendono sia quelle “di stile di vita” sia quelle relative a caratteristiche protette come le convinzioni protette.
- Incoraggeranno scuole e autorità locali a coinvolgere studenti e famiglie nella pianificazione dei menù affinché la fornitura alimentare sia inclusiva e reattiva.
- Faranno riferimento all’Equality Act 2010, incluso il dovere di adottare adeguamenti ragionevoli.
- Chiariranno che il mancato adeguamento delle opzioni dietetiche appropriate potrebbe costituire discriminazione su più fronti, inclusa la “convinzione”.
- Affronteranno le preoccupazioni relative al rischio che gli studenti rinuncino ai pasti scolastici se i menù non soddisfano le loro esigenze.
Il Governo gallese ha dichiarato il proprio impegno a sostenere i principi dei diritti umani e a rafforzare i doveri legali sanciti dall’Equality Act 2010. Conferma inoltre che la sua strategia per il cibo scolastico “si allinea con l’obbligo più ampio in materia di diritti umani di supportare il benessere di tutti i bambini, garantendo che la fornitura di cibo scolastico sia culturalmente sensibile e risponda alle esigenze individuali.” Considerando che è ben consolidato il riconoscimento del veganismo etico come tutelato sia dalla normativa sui diritti umani sia dalla normativa sull’uguaglianza, è deludente che il Governo gallese non abbia colto l’opportunità per imporre un’opzione quotidiana completamente a base vegetale nelle tanto attese modifiche ai Regolamenti sull’alimentazione scolastica. Ciò è particolarmente rilevante dato che i pasti vegani sono adatti a una vasta gamma di studenti, compresi quelli con caratteristiche protette.
Tuttavia, i nuovi Regolamenti confermano passi auspicabili per la ristorazione scolastica, ma è fondamentale per il benessere degli alunni vegani che le linee guida promesse, inclusive e rafforzate, supportino adeguatamente la fornitura di un pasto vegano quotidiano senza la necessità di richieste individuali. Questo contribuirebbe alla vera inclusione e al benessere degli studenti, eliminando l’onere amministrativo posto sulle famiglie vegane che altrimenti dovrebbero richiedere il cibo vegano per i propri figli e, potenzialmente, attivare il processo formale di reclamo. Le linee guida devono inoltre essere pubblicate il prima possibile affinché scuole, autorità locali e fornitori possano pianificare menù conformi per tutti, definire i contratti di approvvigionamento e predisporre i processi operativi in tempo per la scadenza.





















